La normazione intervenuta nel periodo è stata connotata da misure di sviluppo e crescita con riflessi importanti in campo economico e coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche nel perseguimento di finalità di semplificazione delle procedure, di alleggerimento degli adempimenti burocratici, di riduzione degli oneri amministrativi, di liberalizzazione di importanti spazi per lo svolgimento di attività economiche. La semplificazione e la qualità della regolazione rappresentano, infatti, una leva per favorire la competitività e lo sviluppo del paese, secondo quanto previsto anche nell’agenda politica di molti paesi europei e recentemente nel “Programma d’azione per la riduzione degli oneri amministrativi nell’Unione europea” adottato (nel quadro della strategia Lisbona) dalla Commissione europea, che ha posto l’obiettivo della riduzione del 25% degli oneri burocratici entro il 2012.
Gli interventi sul piano dello sviluppo e della crescita hanno viaggiato in parallelo con l’avvio di una politica di revisione della spesa per sostituire i reiterati tagli lineari con riduzioni di spesa selettive mirate a colpire l’inefficienza e gli sprechi, per ottenere risorse preziose per il circuito economico. Nel Consiglio dei ministri del 30 aprile scorso il ministro Giarda ha presentato il rapporto sulla spending review che ha rilevato alcune importanti e note anomalie: lo squilibrio di spese per interessi sul debito pubblico e per pensioni; l’ampio costo della produzione dei servizi pubblici; la crescita esponenziale della spesa pubblica dovuta alla lievitazione dell’apparato pubblico, alla moltiplicazione di enti in corrispondenza dell’elevato numero di livelli di governo, alla duplicazione e sovrapposizione di funzioni tra centro e periferia, ad una cattiva organizzazione del lavoro, a politiche retributive non sufficientemente controllate, agli elevati costi per l’acquisto dei beni necessari per la produzione, la duplicazione
Con direttiva del 30 aprile scorso, del presidente del Consiglio, su proposta del ministro Giarda, sono state indicate linee guida per contenere le spese di gestione focalizzando l’attenzione sull’eliminazione di sprechi, sulla revisione dei programmi di spesa, sul miglioramento delle attività di acquisto di beni e servizi, sulla ricognizione degli immobili pubblici in uso alle pubbliche amministrazioni al fine di possibili dismissioni.
I primi di maggio è intervenuto, in tema di razionalizzazione della spesa, il decreto legge 52/2012 che ha istituito un Comitato di ministri per il coordinamento generale delle attività di revisione della spesa ed ha nominato un Commissario straordinario per il coordinamento dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle PA. Tra i compiti affidati al Commissario ci sono quello di coordinare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle PA, incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organi, uffici, agenzie o soggetti pubblici, gli enti locali e le regioni, nonché assicurare una riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche e che affluiscono ai partiti politici e ai sindacati.
Nello stesso periodo è stato previsto di intervenire anche per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, per conformarsi alle raccomandazioni comunitarie sul tema dei contributi pubblici alle imprese.
Interessante anche l’incarico conferito al professor Giuliano Amato, per quanto riguarda i partiti e i sindacati, per fornire proposte che, tenuto conto dei principi di cui all’art. 49 della Costituzione, consentissero una razionalizzazione del loro finanziamento nonché di ogni forma esistente di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati.
Con l’ultimo decreto legge dei primi di luglio (Dl 965/2012) sono state adottate misure importanti di revisione della spesa pubblica a servizi invariati (spending review).
Le disposizioni di revisione della spesa pubblica contenute nel decreto legge 95/2012 mirano a tre obiettivi:
1) quello di intervenire, in modo razionale e programmatico, nonché selettivo, sul funzionamento dell’apparato statale e sulle relative funzioni per realizzare un vero piano industriale con misure strutturali di ottimizzazione delle procedure e revisione delle articolazioni periferiche dello Stato, inclusa quella che fa capo all’amministrazione giudiziaria e agli uffici territoriali di Governo, di accorpamento o dismissione degli enti non necessari. Di riduzione degli organici, privilegiando la distribuzione razionale delle risorse umane e materiali a disposizione delle pubbliche amministrazioni. Sul fronte della riduzione degli organici è significativo il piano di assorbimento dei soprannumeri voluto dal Governo (art. 2 del decreto legge 95/2012) che introduce principi importanti di razionalizzazione che si riflettono sulle politiche occupazionali e sul reclutamento di giovani, con una partecipazione sindacale coerente con la disciplina dei poteri e delle responsabilità dirigenziali fondata sul perseguimento degli interessi pubblici;
2) quello di garantire che la riduzione della spesa non incida in alcun modo sulla quantità di servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a favore dei cittadini ma miri a migliorarne la qualità e l’efficienza. Questo rappresenta certo un obiettivo ambizioso che poggia molto anche sulla sensibilità e sulla cultura della classe dirigenziale;
3) quello di eliminare gli eccessi di spesa per produrre benefici concreti per i cittadini e per tutto il sistema economico. Le misure del Dl 95/2012 sono infatti finalizzate anche ad evitare l’aumento di due punti percentuali dell’Iva per gli ultimi tre mesi del 2012 e per il primo semestre del 2013.
Nel piano di Governo è prevista, probabilmente entro la prima decade di agosto, l’adozione di un terzo provvedimento di spending review che dovrà intervenire ancora sulla revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici, in relazione ai risultati emersi sulla base delle analisi effettuate, per incarico del Governo, dal professor Giuliano Amato e dal professor Francesco Giavazzi.
L'editoriale di Maria Barilà è stato pubblicato su Guida al Pubblico impiego n. 7/8 di luglio/agosto 2012.
Maria Barilà, Direttore generale Ufficio per l'organizzazione, il reclutamento, le condizioni di lavoro ed il contenzioso nelle pubbliche amministrazioni - Dipartimento della Funzione pubblica
©RIPRODUZIONE RISERVATA