Edilizia e Ambiente > Edilizia e immobili

Mediazione in condominio: proroga e aspetti critici

di Ettore Ditta, Avvocato

L’entrata in vigore della mediazione obbligatoria disciplinata dal D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010 è stata rinviata di un anno (20 marzo 2012) dalla legge 10 del 26 febbraio 2011, per le sole controversie in materia di condominio e per quelle di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti. Ma il rinvio non risolve i problemi che la disciplina del D.Lgs. 28/2010 comporta e che ne determinano in concreto l’inapplicabilità.

 

L'articolo continua sotto

La proroga dell’entrata in vigore per le controversie condominiali

L’art. 2, comma 16-decies, della legge 10 del 26 febbraio 2011 (di conversione, con modificazioni, del D.L. 225 del 29 dicembre 2010, cosiddetto “Milleproroghe”), ha disposto la proroga per un anno del termine di entrata in vigore del D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010 (che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, del D.Lgs. 28/2010, ha previsto la sua entrata in vigore per il giorno 20 marzo 2011) per le sole controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.

Di conseguenza, dal 20 marzo 2011 è obbligatorio l’esperimento del procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale per tutte le altre materie indicate dall’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 28/2010 (diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari), mentre diventerà obbligatorio, a distanza di un anno - salvo ulteriori ripensamenti da parte del legislatore - anche per controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.

La proroga è stata certamente assai opportuna, a causa delle difficoltà applicative della disciplina sulla mediazione obbligatoria che sono state subito denunciate dagli osservatori più attenti e dagli operatori del diritto, ma non basta di per sé a risolvere i problemi aperti della nuova normativa.

Conviene, quindi, fare il punto della situazione con riferimento sia ai problemi generali che si presentano per quanto riguarda l’applicazione della disciplina sulla mediazione obbligatoria contenuta nel D.Lgs. 28/2010 - che, nonostante siano stati immediatamente individuati dai commentatori unanimi fin dall’inizio, non sono stati finora minimamente presi in considerazione dal legislatore - sia ai problemi specifici che si presentano nel settore delle controversie che intessano i rapporti condominiali. Cominciamo con questi ultimi.

 

Aspetti critici della mediazione nella materia condominiale

Nonostante sia diffusa una percezione decisamente maggiore delle dimensioni del fenomeno (probabilmente a causa della sua capillarità), i rapporti più recenti in materia riferiscono che in realtà i procedimenti giudiziari che hanno interessato il condominio in Italia non costituiscono che una modesta parte del contenzioso civile complessivo (Salciarini, “In condominio l’accordo dell’amministratore va sempre ratificato dal voto dell’assemblea”, in Guida al Diritto, Dossier n. 4, maggio 2010, ricorda come un rapporto Censis Servizi e Anaci abbia evidenziato che le controversie condominiali nell’anno 2007 hanno rappresentato il 4,5% dei circa quattro milioni dei procedimenti civili instaurati davanti ai tribunali e ai giudici di pace); tuttavia, anche se i numeri sono inferiori a quelli percepiti, riuscire a indirizzare, seppure per una sola parte, questo tipo di controversie verso meccanismi di soluzione stragiudiziale delle liti è certamente opportuno e auspicabile.

Bisogna, a questo punto, rilevare che in ogni caso sarebbe preferibile, anche per non incorrere in inammissibili violazioni del diritto di fare ricorso all’Autorità giudiziaria previsto dalla Costituzione, evitare che gli strumenti di soluzione alternativa delle liti vengano imposti (come invece sta avvenendo) agli interessati, col fine dichiarato di risolvere l’inefficienza di un sistema di amministrazione della giustizia che da tempo è caratterizzato da tempi processuali inaccettabili, tali da arrivare spesso a vanificare perfino gli effetti di una sentenza corretta e ineccepibile (basti pensare all’ipotesi di un creditore che dopo anni di causa si vede riconoscere dal giudice il proprio diritto nei confronti di una società che però nel frattempo è fallita oppure di un privato che, in attesa della decisione, ha avuto tutto il tempo per liquidare il proprio patrimonio e risultare così nullatenente; e si potrebbero fare tanti altri esempi simili); sarebbe invece necessario predisporre un sistema pluralistico di meccanismi di soluzione delle liti che preveda, a fianco del processo deciso dal giudice dello Stato, altri istituti (come l’arbitrato, la conciliazione ecc.) fra i quali l’interessato possa scegliere liberamente la via che preferisce, inclusa quella del processo davanti all’Autorità giudiziaria, per la soluzione del suo caso.

Infine non sembra inutile ricordare che il tentativo obbligatorio di conciliazione davanti al giudice era previsto, come adempimento per la prima udienza (nella quale infatti era espressamente prevista la comparizione personale delle parti insieme ai loro difensori), dal rito civile fino all’ultima riforma che è operativa dal 1° marzo 2006 e che ha abrogato il tentativo obbligatorio di conciliazione giudiziale (legge 80 del 14 maggio 2005), perché di fatto si riusciva a pervenire alla conciliazione solo in un numero davvero limitatissimo di ipotesi; non si vedono allora validi motivi per cui un mediatore che fa parte degli organismi di mediazione dovrebbe essere in grado di ottenere risultati migliori di quelli che per anni (non) sono stati raggiunti da giudici professionali.

 

- L’arbitrato e la conciliazione

Va ricordato che l’arbitrato e la conciliazione tradizionale sono strumenti che da sempre sono a disposizione per la definizione delle controversie che hanno per oggetto tutti i diritti disponibili (comprese le controversie condominiali) e, oltretutto, l’arbitrato - proprio nell’ottica della libertà di scelta da parte degli interessati dello strumento ritenuto preferibile oppure in virtù di uno specifico accordo preventivamente raggiunto fra le parti - è specificamente disciplinato dal codice di procedura civile, proprio in funzione complementare rispetto al giudizio ordinario.

In effetti, per quanto riguarda il ricorso alla procedura di conciliazione per la definizione delle controversie che sorgono nel settore condominiale, in passato ne era stata addirittura messa in dubbio la legittimità, sebbene non vi fossero reali motivi a tal proposito. Del resto i motivi di dubbio erano gli stessi per cui da parte di alcuni veniva contestata - a torto - anche la legittimità del ricorso all’arbitrato per la soluzione delle controversie condominiali; al contrario sia per la conciliazione sia per l’arbitrato non vi è mai stata alcuna valida ragione per negarne l’applicabilità nel settore condominiale. Prima del D.Lgs. 28/2010 nessuna norma si era occupata in modo specifico dell’arbitrato e delle altre tecniche stragiudiziali per le liti condominiali e quindi la soluzione del problema andava trovata nei principi generali vigenti sulle materie arbitrabili. La norma di riferimento è l’art. 806 cod. proc. civ. che prevede che le parti possono incaricare gli arbitri di fare decidere tutte le controversie che non abbiano per oggetto diritti indisponibili, salvo espresso divieto di legge; e che le controversie disciplinate dall’art. 409 cod. proc. civ. (quelle in materia di lavoro) possono essere decise da arbitri solo se previste dalla legge o nei contratti di lavoro. Poiché le controversie condominiali si riferiscono sempre a diritti di proprietà disponibili e possono, quindi, essere oggetto di transazione, risulta che possono essere anche deferite al giudizio di un arbitro oppure, a maggior ragione, all’esame di un conciliatore.

Questi principi tradizionalmente applicati hanno trovato conferma - per quanto riguarda la conciliazione - dalla nuova normativa sulla mediazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 28/2010.

E proprio in applicazione degli stessi principi da tempo sono state autonomamente istituite, in varie città, le camere arbitrali immobiliari (che sono camere specializzate, vale a dire destinate a occuparsi specificamente delle controversie relative agli immobili, comprese quelle condominiali) destinate ad amministrare procedimenti sia arbitrali che conciliativi, anche su impulso dell’intervento del legislatore con la legge 580 del 29 dicembre 1993 (contenente norme sul riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura) all’art. 2, comma 4, lett. a) che ha stabilito che le camere di commercio, singolarmente o in forma associata fra di loro, possono promuovere la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori e utenti; mentre con la successiva legge 481 del 14 novembre 1995 (contenente norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità e sulla istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità) ha previsto, a proposito dell’istituzione delle Autorità per i servizi di pubblica utilità, di definire - mediante l’emanazione di appositi regolamenti - i criteri, le condizioni, i termini e le modalità per l’esperimento di procedure di conciliazione o di arbitrato in contraddittorio presso le Autorità nei casi di controversie insorte tra utenti e soggetti esercenti il servizio, prevedendo i casi in cui tali procedure di conciliazione o di arbitrato possano essere rimesse in prima istanza alle commissioni arbitrali e conciliative istituite presso le camere di commercio ai sensi della legge 580/1993.

 

- Le difficoltà applicative del D.Lgs. 28/2010

A parte il fatto che, nel deprecabile caso che l’esperimento della mediazione non abbia esito positivo, si verifica comunque un ulteriore allungamento dei tempi processuali (di circa quattro mesi) che sono già dilatati ben oltre i livelli accettabili, sono proprio le caratteristiche specifiche delle questioni e della disciplina condominiale che determinano fondati dubbi sulla effettiva utilità e praticabilità della mediazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 28/2010.

Innanzitutto si presenta il problema dell’ambito di applicazione della disciplina; va rilevato, infatti, che l’art. 5, comma 1, si limita a indicare fra le materie che rientrano nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 28/2010 “il condominio” e in tal modo qualunque controversia in cui sia interessato un condominio sembra essere ricompresa nella sfera di applicazione della disciplina.

Tuttavia se non vi sono particolari problemi per quanto riguarda le impugnazioni di delibera o altre ipotesi come l’azione per la formazione o per la revisione delle tabelle, è lecito chiedersi se sia ricompresa pure la causa che veda un edificio condominiale contro un fornitore (per esempio la società che si occupa della gestione della caldaia comune o della manutenzione degli ascensori) o contro l’impresa che ha eseguito lavori in appalto, dato che tali controversie sono condominiali unicamente per quanto riguarda uno dei soggetti coinvolti, ma non per la loro specifica natura. Lo stesso problema si presenta per quanto riguarda gli indennizzi richiesti in virtù della polizza globale fabbricati alla compagnia assicurativa, ma in tal caso si tratta di una causa che si basa su un contratto assicurativo (materia pure prevista dall’art. 5, comma 1) e quindi sorge comunque l’obbligo di esperire la mediazione. Ma allora come bisogna regolarsi quando un terzo non condomino subisce un danno da impianti condominiali e l’assicurazione si rifiuta di indennizzare il danno?

Bastano questi brevi rilievi per comprendere che l’ambito di applicazione della disposizione non viene individuato in maniera sufficientemente certa dalla formulazione dell’art. 5, comma 1 e che i margini di incertezza sono troppo ampi.

In secondo luogo, si presenta il problema della maggioranza necessaria affinché l’assemblea deliberi validamente di accettare la proposta conciliativa formulata dal mediatore. Una conciliazione, a meno che non termini con la totale rinuncia della controparte alle sue pretese nei confronti del condominio, comporta la necessità che l’assemblea deliberi l’accettazione della proposta conciliativa, ma per quanto riguarda questo aspetto la situazione non è così semplice come può sembrare. Infatti le cause condominiali possono riguardare le questioni più disparate e possono avere luogo fra il condominio e uno o più condomini oppure fra il condominio e un terzo (per esempio un fornitore, l’amministratore attuale oppure uno precedente, un vicino ecc.) e si deve verificare se, per poter approvare validamente la delibera che ha per oggetto la transazione della controversia, sia necessario che l’assemblea si esprima a favore in maniera totalitaria oppure sia sufficiente un voto espresso dalla sola maggioranza.

 

Si possono distinguere infatti due ipotesi:

1. la transazione ha per oggetto la rinunzia alle parti comuni a favore di un condomino o di un terzo; per questa situazione (sent. n. 4258 del 24 febbraio 2006) ha chiarito che, per effetto dell’art. 1108, comma 3, cod. civ. - che trova applicazione al condominio ai sensi dell’art. 1139 cod. civ. - è richiesto il consenso della totalità dei condomini in relazione agli atti di alienazione del fondo comune o di costituzione su di esso di diritti reali o per le locazioni ultranovennali; e che quindi tale consenso è necessario anche per quanto riguarda la transazione che abbia a oggetto i beni comuni, dal momento che essa può essere annoverata, in conseguenza dei suoi elementi costitutivi e soprattutto delle reciproche concessioni, fra i negozi a carattere dispositivo, non rientrando fra i poteri dell’assemblea condominiale (che decide in base al criterio delle maggioranze) autorizzare l’amministratore del condominio a concludere transazioni che abbiano a oggetto diritti comuni, perché in tal caso la transazione deve essere accettata da tutti i condomini senza esclusioni (Cass., sent. n. 10175 del 14 ottobre 1998; Trib. Napoli, 19 novembre 1994);

2. la transazione non comporta la rinunzia a parti comuni, ma soltanto rinunzie da parte del condominio a pretese economiche (come può avvenire per quanto riguarda un riparto di spese condominiali oppure il pagamento di prestazioni eseguite dai fornitori oppure la definizione dei rapporti di dare/avere col precedente amministratore che ha chiuso il conteggio delle sue attività e delle disponibilità di cassa nel momento in cui è cessato l’incarico o altre ipotesi simili). In questo caso, nella prassi, si considera valida la transazione approvata dall’assemblea mediante le maggioranze ordinarie, dato che si ritiene sufficiente la maggioranza prevista dall’art. 1136, comma 4 (che rinvia al comma 2), cod. civ., per quanto riguarda le deliberazioni che concernono le liti attive o passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell’amministratore.

Ma questo principio può essere condiviso soltanto nei casi in cui non vi è ancora una controversia formale in corso e quindi, a rigore (anche se possono sembrare sfumature), non è neppure corretto parlare di una vera e propria transazione; tuttavia (a parte gli effetti incongrui della distinzione che si sono appena visti), qualora abbia luogo il procedimento di mediazione ai sensi del D.Lgs. 28/2010 (che è diventato, per espressa previsione di legge, condizione di procedibilità della domanda giudiziale), si presenterebbe come una vera e propria mistificazione, basata su aspetti puramente formali, la pretesa di sostenere che non vi sia ancora una controversia in senso tecnico e che così si possano eludere i principi sulla unanimità per deliberare la transazione. In altre parole, proprio per effetto dell’entrata in vigore della disciplina sulla mediazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 28/2010 non sembra più corretto distinguere, come si poteva fare invece prima, il caso della mediazione esperita nell’ambito di un procedimento civile (la cui proposta conciliativa esige l’unanimità dei consensi dei condomini) dal caso della mediazione che si svolge prima ancora che cominci una causa civile; questa distinzione sarebbe tuttora valida (con conseguente ammissibilità dell’eventuale voto a maggioranza, a seconda del tipo di delibera da approvare, nel secondo caso) soltanto se la mediazione fosse ancora facoltativa come lo era in passato la conciliazione tradizionale.

In terzo luogo - e questo è l’aspetto ancora più critico della questione - nelle controversie condominiali una parte delle due (o più parti) coinvolte è l’amministratore che segue la questione come parte in senso formale, pur non essendolo in senso sostanziale. Dal momento che però i procedimenti conciliativi presuppongono che a essi partecipino proprio le parti direttamente interessate alla questione (in modo che il mediatore riesca a individuare la proposta conciliativa più idonea al caso concreto), l’amministratore condominiale può partecipare utilmente alle riunioni col mediatore solo per riferire le esigenze del condominio che sottendono alla controversia, per prendere conoscenza della proposta conciliativa e poi per riferire quest’ultima all’assemblea (unica deputata a decidere).

Ma la partecipazione dell’amministratore al procedimento conciliativo non determina soltanto l’assenza, in quella sede, dei condomini (che sono gli effettivi interessati all’evoluzione della controversia in quanto diretti titolari dei diritti oggetto del contenzioso); infatti l’elaborazione della migliore proposta conciliativa possibile non solo presuppone, da parte del mediatore, la valutazione dei diritti sostanziali delle parti e quindi della meritevolezza di tutela di tali diritti (questa è l’attività tipica del giudice o dell’arbitro), ma presuppone anche che il conciliatore aiuti le parti a capire quale sia la soluzione più proficua a soddisfare i loro interessi, a prescindere da chi abbia ragione e chi abbia torto, e non è certo molto facile per l’amministratore farsi portavoce dei condomini in un procedimento simile.

 

Aspetti critici della mediazione in generale

Conviene ricordare che il legislatore del D.Lgs. 28/2010 ha elaborato uno speciale meccanismo di regolamentazione delle spese di causa per spingere le parti a essere disponibili verso la soluzione concordata della controversia e quindi per evitare il ricorso al giudice dello Stato.

Ma il procedimento di mediazione obbligatoria, al di là delle sue conseguenze economiche, può risultare proficuo soltanto se le parti sono in buona fede, perché neppure il mediatore migliore è in grado di convincere a conciliare chi, nella consapevolezza di avere torto, fa comunque conto proprio sui tempi lunghi del giudizio civile nei suoi successivi gradi per rimandare il più possibile nel tempo il momento della condanna; così la mera aspettativa di essere condannato a pagare le spese del giudizio secondo la previsione del D.Lgs. 28/2010 non può certo costituire un effettivo deterrente per chi sa che la condanna a cui è destinato sarà emanata molto più avanti nel tempo (e magari in una situazione in cui non potrà essere neppure eseguita).

Fino a quando non sarà possibile garantire una durata accettabile del processo civile (che nella media non dovrebbe mai superare i dodici mesi) ogni meccanismo di mediazione obbligatoria come quella disciplinata dal D.Lgs. 28/2010 è destinato inesorabilmente a fallire.

Fatta questa premessa essenziale, i principali aspetti critici della disciplina della mediazione obbligatoria possono essere riassunti sinteticamente come segue:

- innanzitutto l’ambito di applicazione della disciplina non è sufficientemente delineato e lascia spazio a molti dubbi (oltre a quelli già indicati per quanto riguarda l’individuazione delle controversie condominiali), pur senza considerare che per alcuni dei settori previsti (per esempio quello dei contratti bancari) erano già previsti meccanismi facoltativi di conciliazione;

- non vi è alcun coordinamento con le disposizioni che in precedenza hanno introdotto nell’ordinamento e disciplinato altri istituti conciliativi;

- quanto alla durata, l’art. 6 si limita a prevedere che il procedimento di mediazione non può superare i quattro mesi, mentre il precedente art. 5, comma 6, stabilisce che dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale e che, dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce pure la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale previsto dal successivo art. 11 presso la segreteria dell’organismo; tuttavia nulla si dispone per il caso in cui il mediatore resti inerte;

- nulla si prevede per quanto riguarda la sede del procedimento di mediazione con la conseguenza che, mancando una disposizione sulla competenza territoriale, le parti sono libere di rivolgersi all’organismo che preferiscono senza alcun vincolo territoriale; e così, se le parti si trovano in sedi locali diverse, chi presenta la domanda di mediazione per prima vincola la controparte, in ipotesi anche obbligandola a sostenere elevati costi di spostamento;

- per quanto riguarda l’esecutività del verbale di conciliazione non è previsto, a favore di esso, direttamente il valore di titolo esecutivo, ma deve essere richiesta l’omologazione del Presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo (art. 12, comma 1);

- la mediazione trova applicazione anche per materie di particolare complessità, nelle quali sono necessarie competenze giuridiche notevoli, come avviene per le successioni ereditarie, oppure per materie che richiedono elaborate valutazioni per quanto riguarda l’accertamento dei fatti, come avviene per la responsabilità medica;

- non vi è alcuna disposizione dedicata a situazioni che sono frequentissime nei processi, come quelle delle domande riconvenzionali, della pluralità di parti interessate al giudizio, della chiamata di terzi (per esempio per fornire la garanzia) e del litisconsorzio necessario.

 

La disciplina della mediazione

Il D.Lgs. 28/2010 adopera il termine “mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali” (invece di quello tradizionale nel diritto processuale italiano di conciliazione) richiamando la “mediation” del diritto di common law.

Il D.M. 180 del 18 ottobre 2010 (in G.U. 258 del 4 novembre 2010), contiene il “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi”.

Infatti contrariamente a quanto vi era da aspettarsi, tenuto conto della finalità di deflazionare il contenzioso giudiziario e soprattutto in base al modello delle precedenti disposizioni che nel recente passato avevano introdotto analoghe ipotesi conciliative (non obbligatorie però) per specifiche materie, la procedura di mediazione obbligatoria non è gratuita, ma l’art. 16, comma 2, del D.Lgs. 28/2010 prevede il pagamento di una indennità al mediatore che viene determinata sulla base di una tabella ministeriale (ora indicata nell’allegato A richiamato dall’art. 16, comma 4, del D.M. 180/2010). Al costo di tale indennità si deve talvolta aggiungere il compenso per i mediatori ausiliari (art. 8, comma 1) o per i consulenti (art. 8, comma 4).

L’art. 5 del D.Lgs. 28/2010 stabilisce che chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione secondo la disciplina prevista dal D.Lgs. 28/2010 oppure il procedimento di conciliazione previsto dal D.Lgs. 179 dell’8 ottobre 2007 o il procedimento istituito in attuazione dell’art. 128-bis del T.U. leggi in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. 385 del 1° settembre 1993), per le materie da essi regolate; che l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale; che l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza della causa giudiziale e che il giudice, qualora rilevi che la mediazione è già iniziata senza essere ancora conclusa, deve fissare la successiva udienza dopo la scadenza del termine di quattro mesi previsto dall’art. 6, provvedendo allo stesso modo quando la mediazione non è stata esperita, con l’assegnazione contestuale alle parti del termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

Il giudice, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione anche nel giudizio di appello.

La mediazione non deve essere esperita nei seguenti casi:

a. nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

b. nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito;

c. nei procedimenti possessori;

d. nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;

e. nei procedimenti in camera di consiglio;

f. nell’azione civile esercitata nel processo penale.

Il procedimento di mediazione non può durare più di quattro mesi (art. 6).

L’art. 11 prevede che se viene raggiunto un accordo amichevole, il mediatore deve formare processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo; nel caso in cui invece l’accordo non sia raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione che le parti possono accettare o rifiutare per iscritto entro sette giorni. Se viene raggiunto l’accordo amichevole oppure se tutte le parti aderiscono alla proposta del mediatore, si forma processo verbale; se invece la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l’indicazione della proposta.

Il verbale di accordo deve essere omologato, su istanza di parte, con decreto del Presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale (art. 12).

L’aspetto caratterizzante della disciplina sulla mediazione obbligatoria è costituito dal fatto che, ai sensi dell’art. 13, quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice deve escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, per quanto riguarda il periodo successivo alla formulazione della stessa, e deve condannarla al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo oltre che al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. In sostanza la legge sanziona, per quanto riguarda la regolamentazione delle spese del giudizio, la parte che non ha voluto accettare la proposta del mediatore quanto il provvedimento emesso dal giudice ha lo stesso contenuto della proposta conciliativa; e in tal modo vengono - almeno secondo lo scopo della legge - scoraggiati i più litigiosi. E’ invece espressamente riconosciuto un credito di imposta per le parti che corrispondono l’indennità al mediatore.

 

Tratto dalla rivista "Consulente Immobiliare", Il Sole 24 Ore 

Le altre News

Crisi del mercato immobiliare

Il settore immobiliare sta vivendo un momento difficile. Le compravendite sono scese a 609.145 ...

Agevolato l'acquisto del box pagato nello stesso giorno dell'atto

È agevolabile, ai fini della detrazione del 36%, l'acquisto di un box auto pertinenziale, il cui ...

Per la detrazione del 36% occorre conservare i documenti

Con il provvedimento direttoriale del 2 novembre l'Agenzia delle entrate ha stabilito quali sono i ...

Condominio. L'amministratore del terzo millennio, una professione di qualità

La professione di amministratore di condominio sta attraversando, in questo inizio del nuovo ...

Requisiti antincendio per le facciate degli edifici

Il Ministero dell’Interno ha fornito alcuni chiarimenti in merito ai requisiti di sicurezza ...

Lo stop al decreto "ascensori"

Il D.M. 26 ottobre 2005 aveva imposto retroattivamente l'applicazione della norma UNI-EN 81-80 agli ...

Assemblea condominiale straordinaria, modalità e termini di convocazione

Quanti giorni possono intercorrere tra la data di comunicazione dell'avviso di convocazione e la ...

La responsabilità civile del CTU

Il codice di procedura civile, all'art. 64, prevede espressamente l'obbligo risarcitorio per i ...

La consulenza tecnica in materia di esecuzioni immobiliari

Il processo esecutivo in forma generica, più comunemente noto come processo di esecuzione ...

La stima dell'immobile

Il settore della valutazione immobiliare nel nostro Paese, dopo una lunghissima fase di ...

Il ruolo dell'esperto del giudice e la consulenza tecnica d'ufficio

Il Collegio Provinciale Geometri e Geometri laureati di Rovigo organizza una tavola rotonda sul ...

Linee guida per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo di interventi di rinforzo

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha pubblicato le “Linee guida per la progettazione, ...

Aggiornamento del catasto, chiarimenti dal Territorio

Il D.L. 78/2010 è stato convertito dalla legge 122 del 30 luglio 2010 con modificazioni concernenti ...

In scadenza il termine per regolarizzare le case fantasma

Ultima chiamata per i proprietari dei fabbricati mai dichiarati e di quelli che hanno perduto i ...

Vizi occulti dell'immobile acquistato dal costruttore: quali garanzie per l'acquirente?

Quali sono le garanzie che il venditore - costruttore è tenuto a dare all' acquirente di un ...

Compravendita immobiliare: l'acquirente inadempiente perde la caparra?

La parte adempiente di un contratto preliminare di compravendita, che abbia ricevuto una caparra ...

Parti comuni e presunzione di comunione: guardiola ed alloggio del portiere

In una recente decisione la Suprema Corte ha riaffermato una serie di fondamentali principi ...

Oneri condominiali, è il Condominio il soggetto creditore

Il soggetto creditore degli oneri condominiali dovuti dai singoli condomini è soltanto il ...

L'ascensore installato a vantaggio di tutti i condomini non è "innovazione vietata"

L'installazione di un ascensore in un edificio che ne sia sprovvisto può essere attuata, ...

Per l'esistenza del condominio, sufficiente la costruzione dell'edificio

Ai fini dell'esistenza del condominio, è sufficiente l'avvenuta costruzione di un edificio del ...

Semplificazione riti civili: una proposta per accelerare le cause condominiali

Come era stato previsto dall'art. 54 della legge 69/2009, il D.Lgs. 150/2011 ha introdotto le ...

Manutenzione dell'impianto di riscaldamento ed opere abusive

La fattispecie del cd. condominio parziale "ex lege" si configura tutte le volte in cui ...

Muri, canna fumaria, deleghe e invalidità delle deliberazioni, le regole dal foro di Milano

Nel condominio, i muri, i quali costituiscono, ai sensi dell'art. 1117 c.c., parti comuni ...

20° Convegno del Coordinamento Legali Confedilizia.

Il Convegno si è tenuto il 18 settembre 2010 presso la Sala Convegni di Piacenza, Via 1° ...

Preliminare di edifici su "carta": quali le tutele per l'acquirente?

Il D.Lgs. n. 122/2005 non si applica al preliminare di immobili per i quali esiste solo il ...

Conferenza "Acciaio, Arte Architettura"

In occasione del Bicentenario della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli ...

Costruzioni abusive: il mero decorso del tempo non genera alcun affidamento nel privato

Il potere di applicare misure repressive in materia di urbanistica ed edilizia può essere ...

L'opposizione all'ingiunzione per i crediti condominiali

Nel giudizio di opposizione nei confronti di un decreto ingiuntivo, emesso per il recupero di ...

Manutenzione straordinaria senza DIA e senza DURC

Il D.L. 40/2010 liberalizza una serie di interventi edilizi, tra cui gli interventi classificati di ...

DIA: atto privato o provvedimento?

Va rimessa alla Adunanza Plenaria la questione inerente la qualificazione giuridica, privata o ...

Documento unico di regolarità contributiva: non è ammessa l'autocertificazione

Con nota del 16 gennaio 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che ...

Mod. 730/2012: le novità in materia immobiliare

Quasi tutte le novità contenute nel nuovo mod. 730/2012 riguardano la tassazione immobiliare e, in ...

Sostituzione ope legis delle N.T.A di un Comune e nozione di pareti finestrate

Il T.A.R Milano, sez. IV, con sentenza del 7 giugno 2011 n. 1419, in conformità a quanto espresso ...

Gli accordi di transazione tra Comune e privati rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo

Con sentenza del 3 febbraio 2011 n. 2546 le Sezioni Unite della Cassazione hanno riconosciuto la ...

Comunicazione di avvio del procedimento: regola generale applicabile a tutti i procedimenti espropriativi.

Il Consiglio di Stato, Quarta sezione, con la sentenza 31 dicembre 2010 n. ribadito che la ...

Detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica dell’edilizia

Proroga delle agevolazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ...

Immissioni moleste, il locatore risponde solo per alcune delle attività del conduttore

E' esclusa la responsabilità del proprietario di un immobile adibito a ristorante, gestito dal ...

Linee Guida per la costituzione del fascicolo immobiliare

La Circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n. 16063 del 9 luglio 2010 ...

Impianti fotovoltaici: torna di moda la superficie

Torna di moda la superficie, questa volta per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Si tratta ...

Agevolazione prima casa: l'aliquota IVA in caso di cessione della seconda pertinenza

La cessione, in regime di imponibilità IVA, della seconda pertinenza di un immobile abitativo, ...

Affittacamere e case vacanze con IVA detraibile

Può essere regolarmente detratta l'imposta afferente a immobili abitativi utilizzati nell'ambito di ...

Nuovi incentivi all'edilizia

Il D.L. 25 marzo 2010, n. 40 amplia l’ambito degli interventi edilizi liberi, eseguibili cioè senza ...

Per il danno causato dalla rottura della braga risponde il condomino

Nel condominio degli edifici, la braga, quale elemento di raccordo tra tubatura orizzontale, di ...

La locazione finanziaria, un rapporto "trilaterale"

La mancanza di una specifica regolamentazione ha determinato non pochi contrasti interpretativi ...

Immobili pubblici e terreni, nuove norme per le dismissioni

Per ridurre il debito pubblico, la legge di stabilità 2012 ripropone, ancora una volta, la ...

La "crisi aziendale" giustifica la risoluzione del contratto di affitto

In tema di locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello abitativo, il conduttore, ...

Il rogito con il notaio, ora on line

Con l’approvazione definitiva data dal Consiglio deiMinistri, in data 24 giugno 2010 allo schema di ...

Le modalità per ridurre il canone di locazione

Gli accordi, successivi al contratto, che riducono il canone di locazione non devono essere ...

L’arbitrato e la conciliazione tra le forme di risoluzione stragiudiziale

Per aggirare la cronica lunghezza della giustizia ordinaria, le parti possono ricorrere a forme ...

Disposizioni di attuazione in tema di registro degli organismi, indennità ed elenco dei formatori

Nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4 novembre 2010, è stato pubblicato il decreto ministeriale 18 ...

Mediazione in condominio: proroga e aspetti critici

L'entrata in vigore della mediazione obbligatoria disciplinata dal D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010 è ...

Accollo di quota di mutuo

La presenza di un'obbligazione soggettivamente complessa non esclude che le parti possano ...

L'edificabilità di fatto come criterio di prova del danno per le occupazioni illegittime dei terreni da parte della PA

Con la sentenza n. 2113 del 4 aprile 2011 la IV sezione del Consiglio di Stato ribadisce alcuni ...

Natura giuridica ed esigibilità dei contributi per il rilascio del permesso di costruire ex art. 16 T.U. dell’edilizia

La voltura del titolo edilizio implica la liberazione del cedente dall'obbligo di corrispondere gli ...

Decorrenza del termine di impugnazione del permesso di costruire

Il Consiglio di Stato (sez. IV), con sentenza del 23 settembre 2011 n. 5346, ha precisato che il ...

Il nuovo piano casa e la SCIA semplificata: le novità del DL sviluppo

Governo determinato nel promuovere il rilancio dell'edilizia. Con il decreto sviluppo piano casa ...

Agevolazioni "prima casa" su nuovi acquisti e pertinenze

L'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in ordine all'applicabilità delle ...

Affissione nella bacheca condominiale delle posizioni di debito dei condomini

Secondo la Corte, in ambito condominiale, le informazioni relative al riparto delle spese, ...

Professioni. La consulenza tecnica nelle cause civili

Con questo scritto si intende mettere a disposizione degli operatori del settore una rassegna, ...

Omessa manutenzione degli argini di un canale: il Comune risarcisce i danni

Con sentenza n. 24406 del 21 novembre 2011 le Sezioni Unite della Cassazione civile, si sono ...

Immobili vincolati: il punto sulle agevolazioni fiscali

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dei benefici tributari di cui ...

No agli annunci immobiliari senza pagella energetica

Vendite immobiliari più chiare e trasparenti: l'indice di prestazione energetica diventa un ...

Soluzioni tecniche per il risparmio energetico: la caldaia

Il mercato offre oggi molte soluzioni per la produzione di calore particolarmente interessanti ed ...

Ristrutturazioni per demolizione e ricostruzione prima del T.U.E.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 5 ottobre 2010, n. 7310, interviene ancora una volta ...

SCIA e DIA in Lombardia: chiarimenti dell'assessorato al territorio e urbanistica

Con la Circolare del 8 ottobre 2010 l’Assessorato al Territorio ed Urbanistica della regione ...

Sicurezza nei cantieri nel codice delle leggi antimafia

La legge 13 agosto 2010, n. 136 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 196 del 23 agosto 2010) ...

La violazione delle norme di prevenzione tutela il lavoratore distratto

Le norme dettate dal legislatore in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, dirette ad ...

Procedura informatica per la stima del valore di costo degli immobili

Il valore di ogni costruzione edilizia ha differenti “aspetti economici” ovvero: il valore venale ...

Per l'approvazione delle tabelle millesimali è sufficiente la maggioranza qualificata

Nel condominio degli edifici, ai fini dell'approvazione delle tabelle millesimali, la relativa ...

Revisione di tabelle millesimali, il ruolo del tecnico

Recentemente le Sezioni Unite della Cassazione civile, con le sent. n. 18477 del 9 agosto e n. ...

Le tabelle millesimali possono avere efficacia retroattiva?

D. In un condominio si sono ripartite le spese condominiali sempre in parti uguali fino a quando ...

Tariffe professionali: confermata l'abrogazione

Il D.L. 1/2012 è diventato legge. Il maxiemendamento ha apportato alcune rilevanti modifiche in ...

La perizia nella rivalutazione dei terreni

La rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni è valida ed efficace anche se il giuramento ...

2° Congresso nazionale UNITEL. Il nuovo regolamento di esecuzione e attuazione del codice dei contratti pubblici

Le giornate del tecnico dell'ente locale - 2° CONGRESSO NAZIONALE UNITEL - Unione Nazionale ...

Consiglio di Stato: no alla cementificazione del territorio in aree agricole

Il Consiglio di Stato (Quarta sezione, sentenza 27 luglio 2011 n. 4505) si è occupato di un caso ...

Verande in condominio tra limiti e divieti

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce un consolidato indirizzo: i lavori di ...

Nuove interpretazioni in materia di volume tecnico

Il Consiglio di Stato, con la recente sentenza del 28 gennaio 2011 n. 687, ha stabilito che sono ...

I poteri dell'amministratore di condominio

Di nuovo rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa alla legittimazione passiva ...

Condominio: il controllo dell'assemblea sui provvedimenti dell'amministratore

Il diritto alla tutela giurisdizionale dei condomini non è subordinato al preventivo ricorso ...

Seminario LA RIFORMA DEL CONDOMINIO - Roma, 25 Febbraio

ANACI organizza il seminario "LA RIFORMA DEL CONDOMINIO - Il nuovo Amministratore".

La disciplina dell'attività edilizia dopo il "decreto Sviluppo"

In tema di disciplina degli interventi edilizi e dei titoli abitativi è intervenuto il cosiddetto ...

Case "fantasma": dal Territorio le regole per l'accatastamento d'ufficio

La circ. n. 7 del 18 novembre 2011, emanata dall'Agenzia del territorio, completa di fatto le ...

La Corte Costituzionale cancella l'acquisizione sanante

Non esiste più l’art. 43 (Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico) ...

Spese di coibentazione termica: criteri di ripartizione

Il condominio risponde delle deficienze strutturali dell'edificio salva prova del caso fortuito ...

Seconda edizione di Expo Condominio

EXPO CONDOMINIO, l'esclusiva Mostra convegno di servizi e prodotti per il condominio. La fiera si ...

Dalla Dia alla Scia: molto rumore per nulla

Cambiare i nomi per cambiare le cose spesso non è la strategia migliore. La vicenda della ...

Inderogabilità delle disposizioni in materia di distanze tra le costruzioni

L'articolo 9 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968, in tema di distanze tra le ...

La casa ecologica

Costruire tenendo in debita considerazione la salute degli abitanti, il consumo delle risorse e la ...

Bonus volumetrici per edifici energeticamente efficienti

Con la dir. n. 2010/31/UE, l'Unione Europea ha previsto che - entro il 31 dicembre 2020 - tutti gli ...

Demolizione e ricostruzione con ampliamento: le detrazioni fiscali non si applicano al "piano casa"

In caso di demolizione e ricostruzione di un edificio condominiale che usufruisce dell'aumento di ...

Le regole per la ritenuta del 10 per cento

A partire da domani, 1° luglio, banche e Poste Italiane dovranno applicare una ritenuta del 10 per ...

La consulenza tecnica in materia di esecuzioni immobiliari

Il processo esecutivo in forma generica, più comunemente noto come processo di esecuzione ...

Le professioni tecniche nella mediazione: istruzioni per l'uso

La mediazione è stata oggetto di critiche in parte comprensibili ed è a tutt'oggi un argomento di ...

Obblighi di sicurezza in condominio: i chiarimenti del Ministero del Lavoro

Il Ministero del lavoro ha chiarito l'ambito di applicazione della normativa prevenzionale nel ...

Impugnazione del permesso di costruire: i termini per il ricorso al TAR decorrono dalla conoscenza degli elementi essenziali del provvedimento

Con la sentenza n. 3583 del 13 giugno 2011 la IV sezione del Consiglio di Stato precisa un ...

Rilascio del permesso di costruire e requisiti documentali

Il soggetto privato che richiede il rilascio del permesso di costruire deve dimostrare ...

Pertinenze e nuove costruzioni

Le caratteristiche (dimensioni, durevolezza, etc.) dell’intervento edilizio determinano il regime ...

Il TAR Milano sull'iter di approvazione dei PGT comunali e sulle scelte di pianificazione a tutela del paesaggio e dell'ambiente

Si segnala all'attenzione del lettore una recente sentenza della II sezione del TAR Lombardia – ...

Bacheche condominiali, privacy e divieto di affissione

Con la recentissima ordin. n. 186 del 4 gennaio 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che la ...

Condominio. Definire "latitante" l'amministratore non è reato ma esercizio del diritto di critica

Le critiche all'amministratore sono destinate ai condomini e pertanto rispettano il limite della ...

Compravendita e locazione: nuove regole per la certificazione energetica

La Confedilizia fornisce alcune prime indicazioni in merito alla disposizione relativa all'obbligo ...

Quale metro quadrato e a quale prezzo di mercato?

L'acquisto di un'abitazione è da sempre un momento importante per le famiglie. Spesso sul livello ...

Requisiti per il riconoscimento di una strada pubblica

Il Consiglio di Stato, sez. V, con sentenza n. 728 del 14 febbraio indicato quali sono le ...

La SCIA in edilizia

L'entrata in vigore del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, noto come "decreto ...

Umidità in condominio: conseguenze, rimedi e casistica

Capita sovente in appartamento il verificarsi di infiltrazioni d'acqua per rottura di tubazioni o ...

CONDOMINIO. Come si ripartiscono le spese fra il venditore e l'acquirente?

In caso di alienazione di immobili in condominio, l'obbligo di pagare i contributi per le spese di ...

Debuttano le giornate del tecnico dell’Ente locale

A Roma il primo Congresso nazionale Unitel dedicato al tecnico dell’ente locale. Sotto la lente ...