Diritto
Nuove regole per l'industria del risparmio gestito
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 26 novembre 2010 del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 5 ottobre 2010, n. 197, si è compiuto il primo passo verso la riorganizzazione e la definizione delle nuove regole del settore del risparmio gestito in Italia.
L'avvio di un progetto in tal senso risale a diversi mesi fa e se ne era data una prima attuazione con la c.d. Manovra estiva 2010 (D.L. n. 78/2010), nell'ambito della quale era stata modificata la nozione civilistica dei fondi comuni di investimento (sia mobiliari che immobiliari), indicando meglio la specifica funzione economica degli stessi in termini di raccolta del risparmio tra una pluralità di investitori, di investimento sulla base di una predeterminata politica di investimento e di autonomia gestionale della società di gestione del risparmio.
Le novità di rilievo introdotte dal Decreto n. 197 sono molte e vanno a toccare differenti aspetti.
Per quanto riguarda termini e scadenze, a prescindere dalla tipologia di fondo comune d'investimento, viene estesa la durata massima dei fondi fino a 50 anni (prima era di 30 anni), venendo così incontro alle esigenze manifestate in particolar modo dai fondi attivi nel settore delle infrastrutture e dell'energy. Viene inoltre concessa la possibilità di posticipare di 30 giorni la predisposizione dei rendiconti e delle relazioni semestrali in caso di particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto del fondo. Per i fondi chiusi viene esteso a 24 mesi (antecedentemente, 18 mesi) il periodo iniziale massimo di raccolta di sottoscrizioni delle quote e, se previsto dal regolamento, d'ora innanzi la vita del fondo potrà essere estesa di ulteriori tre anni (il c.d. periodo di grazia) per consentire lo smobilizzo degli investimenti “incagliati”, senza il preventivo assenso della Banca d'Italia ma solamente inviando una comunicazione alla stessa e alla Consob indicando le relative motivazioni. Per i fondi aperti non armonizzati, invece, si consente di effettuare la valorizzazione delle quote su base mensile, anziché settimanale.
